Tecnofinanza: cos’è il Fintech e come funziona

Nell’ultimo quinquennio, complice anche la forzata digitalizzazione durante il periodo pandemico, la società ha individuato nuove ed inedite tipologie di sviluppo per i beni e servizi tradizionali. Parallelamente alla svolta per le energie rinnovabili, difatti, anche il mondo della finanza ha dovuto rivedere i suoi dogmi in chiave digitale.
Ecco che allora i maggiori player del settore, indipendentemente dal prodotto o servizio erogato, hanno concentrato tutti i loro sforzi nell’elaborazione di moderne modalità di fruizione dei più risalenti servizi bancari; d’altronde, al giorno d’oggi, non vi è soggetto che non ha avuto modo di confrontarsi con aggiornate tecniche di gestione delle proprie finanze (si pensi all’home banking), con pedissequa lenta scomparsa degli sportelli al pubblico “tradizionali”.
Ecco allora cosa è la tecnofinanza. Essa può essere indicata quale quell’articolato mondo che coniuga istituti finanziari e le nuove tecnologie digitali. Pertanto l’agglomerato Fintech diviene un vero e proprio servizio all’impresa, con nuovi player dediti a fornire tali prestazioni.
Ciò premesso è fondamentale fare chiarezza sull’argomento approfondendo come, tale nuova concezione smart, sia divenuta un elemento essenziale che modifica sensibilmente l’esperienza bancaria, connaturando anche la riuscita nel mercato di un’impresa rispetto ad un’altra.

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IN COSA CONSISTE LA TECNOFINANZA?
Appurato che, con il termine inglese Fintech (Finance e Technology), ci si riferisce a quella fornitura di servizi e prodotti finanziari erogati attraverso le più moderne tecnologie, le quali a loro volta vengono messe a disposizione da una moltitudine di soggetti specializzati; non è sempre agevole avere un quadro chiaro di tali prestazioni.
In effetti non è possibile tratteggiare in modo preciso la moltitudine di modi in cui la tecnofinanza si presenta quale un servizio agli istituti di credito e, non in ultimo, ai consumatori.
A ben vedere, all’insorgenza di qualsivoglia nuova esigenza degli utenti, è lo stesso sistema che pondera e mette in campo un nuovo strumento.
Pertanto, quali servizi Fintech, è possibile catalogare tutte quelle novità che riguardano le modalità di acquisto online, sempre più sicure ed al riparo da frodi. Nonché possono citarsi le inedite procedure di accesso a prestiti e fidi, non tralasciando l’immenso e difficilmente tratteggiabile ecosistema del trading online, delle criptovalute e NFT.
Ma non è tutto. Su qualsiasi store di applicativi è possibile rinvenire una moltitudine di App dedicate alla gestione dei budget personali e familiari, al management od all’incremento del risparmio, del pari a nuovi sistemi automatizzati che permettono di interfacciarsi in maniera innovativa con operatori di credito ed istituti bancari.
Quest’ultimi, per avere una chance di sopravvivere e prosperare nell’odierno sistema di mercato, non possono fare a meno di innovarsi e, di conseguenza, innovare. In una inedita corsa al “nuovo” sono le sinergie, tra provider di servizi digitali e finanziari, a fare davvero la differenza; soprattutto nell’esperienza dell’utente finale.
Prestazioni innovative sono sinonimo di maggiore attenzione al cliente e fagocitazione del mercato. La tecnofinanza diviene quindi il vero servizio richiesto dai clienti di tutto il globo.
Orbene, se eravate totalmente ignari sull’argomento, avrete compreso il perché oramai autorevoli economisti ritengono che, le banche come eravamo abituati a conoscerle, siano destinate a scomparire, a fronte di una profonda e radicale già iniziata rivoluzione.

I VANTAGGI
Grazie all’innovazione digitale che permette di gestire i processi in modo snello e da remoto, la dicotomia finanza e tecnologia si sta stagliando un ruolo di prim’ordine.
Si proceda dunque ad analizzare i vantaggi che stanno trainando verso i risultati summenzionati.

1. SEMPLICITÀ
Per soddisfare le esigenze che si prospettano, i servizi offerti devono essere estremamente semplici, ossia utilizzabili con facilità di accesso e senza problematiche. L’attenzione del mercato è orientata a rendere operazioni complesse quanto più “user friendly”.
Sono i software robot, nella loro semplicità d’utilizzo mediante interfacce intuitive e lineari, a guidare il cliente con estrema chiarezza in tutte quelle attività che apparivano in altri casi, quali ad esempio il trading, di impossibile decifrazione.

2. VELOCITÀ
Uno degli assunti economici più antichi sostiene che il tempo sia denaro. Tale regola, mai confutata, si sposa perfettamente con una digitalizzazione ed automatizzazione dei processi. Ciò in una duplice eccezione. Innanzitutto, dal punto di vista degli istituti finanziari, mediante una nuova allocazione delle risorse umane. Difatti, atteso che era diventato impossibile elaborare tutte le richieste a causa della manodopera limitata, una differente procedimentalizzazione era divenuta inevitabile. L’automatizzazione dei processi tramite software (Robotic Process Automation RPA), quindi, ha ottimizzato i procedimenti, consentendo ai dipendenti di dedicare il loro tempo per le operazioni più complesse. Il nuovo modello organizzativo è del tutto inedito ed a prova di futuro, mediante una vincente amalgama di capacità della robotica e della forza lavoro umana.
In secondo luogo, poi, è indubbio che qualsiasi utente, al giorno d’oggi, desidera poter accedere ai servizi finanziari senza recarsi fisicamente in banca, ma da qualsiasi luogo nel momento che preferisce. Anche in tal caso, digitalizzazione, è sinonimo di velocità e customer satisfaction.

3. FLESSIBILITÀ
Per ottimizzare con successo il flusso di lavoro presso un istituto finanziario, occorre anche flessibilità per gestire una burocratizzazione ai limiti dell’assurdo. Se non fosse abbastanza, le esigenze degli utenti, nonché le normative di riferimento, sono soggette a cambi repentini in lassi di tempo estremamente brevi. Per questo motivo, i processi digitali, sono più inclini ad essere modificati, anche radicalmente, sostenendo un costo estremamente contenuto. Siffatta condizione, per gli economisti, sta tracciando la vera linea di demarcazione tra imprese vincenti e non. La maggior parte delle aziende tradizionali, infatti, si dimostra restia ad adattarsi alle nuove tecnologie a causa di dubbi sull’efficacia e, più in generale, sul cambiamento.
Ebbene, ad oggi, non sembrano esserci dubbi. L’integrazione di un modello Fintech è l’unico che consente di mantenere standard elevati di efficacia. Gli strumenti in questione, di conseguenza, non solo affrontano i problemi di compliance legislativa con un’estrema flessibilità, ma coadiuvano anche gli istituti finanziari nell’ottenere rendimenti migliori adattandosi alle mutevoli esigenze dei clienti.

4. CONVENIENZA
Non in ultimo, vi è un importante elemento inerente la convenienza. E’ del tutto evidente che un software, potenzialmente operante su migliaia di operazioni in sincrono nello stesso momento, ha una capacità non paragonabile a quella di un qualsiasi dipendente. A fronte di una spesa minore rispetto ad uno stipendio, quindi, l’impresa è in grado di soddisfare più clienti, in modo più preciso ed al riparo da errori.
Sia chiaro, l’intervento umano non diviene obsoleto. Quest’ultimo opererà in una veste di settaggio, supporto e controllo dell’operato digitale. Vi sono dunque dei vantaggi economici essenziali offerti dai servizi Fintech a discapito di quelli delle banche tradizionali. Le piattaforme digitali hanno successo perché permettono la gestione agile e conveniente anche di piccole operazioni, le quali solitamente non convengono alle banche. Ma sono proprio quest’ultime, nei fatti, che fidelizzano il cliente portandolo ad acquistare servizi più onerosi ed importanti.

CONCLUSIONI
Come avrete sicuramente notato non è affatto agevole sommarizzare un argomento tanto ampio e sfaccettato. Soprattutto alla luce del repentino mutare dello stesso.
Con la rivoluzione Fintech in atto, dunque, è ragionevole ritenere che gli istituti finanziari, così come conosciuti nei primi anni del millennio, sono destinati a scomparire, se ciò non è già accaduto.
In ogni caso il tratto non è così netto. Non si vuole sostenere che le banche tradizionali improvvisamente svaniranno. Bensì il processo è più sottotraccia, con una profonda trasformazione nel modo di gestire ed offrire i servizi al pubblico, mediante una radicale evoluzione dei processi aziendali. La tecnofinanza, grazie a software sempre più raffinati, sta radicalmente modificando le capacità di gestire qualsivoglia transazione finanziari che avviene nello spazio digitale. Ciò a discapito delle imprese che non si sono ancora evolute, le quali vengono considerate inefficienti, poco chiare e poco tempestive.

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