PrePay: la soluzione di crowdfunding che paga gli interessi in anticipo

Vi presentiamo PrePay, la soluzione di crowdfunding che paga gli interessi in anticipo.

Perché ne parliamo? Perché “dentro” questa startup c’è la tecnologia GrowishPay, perché sono nostri partner e perché fanno cose che altri non fanno. 

La scorsa settimana Il Sole 24 Ore ha pubblicato un bell’articolo su PrePay, la startup di lending crowdfunding di cui GrowishPay è partner tecnologico.

Chi di voi è abbonato a Fintech+, la newsletter che il quotidiano dedica al fintech ogni venerdì, probabilmente l’ha letto e conosce già le curiose peculiarità di PrePay. Per tutti gli altri, le riassumiamo qui sotto.

Prima di tutto, c’è la gestione degli investimenti

PrePay, come dice il nome, paga gli interessi agli investitori in anticipo. Appena la campagna di crowdfunding si conclude, chi ha investito nel progetto riceve tutti gli interessi sul capitale che ha versato, di solito entro 15 giorni dalla chiusura della raccolta.

Il capitale, invece, viene restituito a termine.

In questo modo gli investitori hanno la possibilità di capitalizzare subito gli utili del loro investimento, oppure di reinvestirli in un altro progetto, sfruttando così i vantaggi dell’interesse composto.

Per le aziende proponenti (le imprese che propongono un progetto per ottenere un finanziamento)  la scelta della “Formula PrePay” o di una strada più tradizionale, resta comunque facoltativa.

Tuttavia i progetti in cui gli interessi vengono pagati in anticipo in genere raggiungono l’obiettivo di raccolta più rapidamente e ovviamente comportano rate di capitale più basse, per cui finora tutti i progetti hanno adottato, con successo, la formula.   pagare-iban  

La filosofia della piattaforma

Non è solo questo, però, che ci ha spinti a supportare PrePay dal punto di vista tecnologico e, in seguito, a concludere con loro un accordo di partnership.

L’altro aspetto peculiare di questa startup – nata durante i mesi bui del lockdown nel 2020, dall’idea di due giovani imprenditori, con un passato più industriale che finanziario alle spalle, e un curriculum di tutto rispetto, nonostante la giovane età – è la filosofia di fondo della piattaforma.

I due founder, Antonio Fasanella (28 anni) e Pierluigi Benemerito (31), l’hanno chiamata logica “investor first” e la spiegano così: «Mettiamo sempre al centro l’investitore. Ogni strumento della piattaforma è stato progettato pensando a chi investe, per tutelarlo nella massima misura possibile ed aumentare il rendimento del suo capitale».

Questo approccio che “si prende cura” degli utenti (PrePay si rivolge prevalentemente agli investitori privati) ci è piaciuto, perché è molto simile al nostro modello di business, con l’utente sempre al centro delle nostre soluzioni e di sicuro è in linea con i nostri valori.

Insomma, PrePay è per noi un partner di vaglia  e siamo contenti che, ad appena 8 mesi dal suo lancio, stia già navigando con il vento in poppa, al punto tale da attirare l’attenzione del più autorevole quotidiano finanziario d’Italia. Bravi!

Fintech-Sole24Ore
Articolo Sole24Ore