Il Fintech e la rivoluzione delle carte di credito e debito

Effettuare pagamenti utilizzando qualcosa di diverso dai contanti non è certamente una novità. Le carte di credito e debito sono oramai da decenni due dei metodi di pagamento più popolari, tra tutte le fasce anagrafiche. Ciò che sta profondamente cambiando, di converso, è la varietà di scelte che il mercato offre, per i servizi che si sostituiscono al denaro nel fare acquisti, regolare transazioni commerciali e fidelizzare il cliente. D’altronde, è indubbio che le soluzioni di pagamento contactless e cashless siano in netto aumento, anche nel nostro paese, a seguito della pandemia di Covid-19.

Al giorno d’oggi, quando si decide di prendere in considerazione una nuova carta di credito o debito, è infatti possibile rinvenire una platea ampissima di nuovi fornitori di servizi sconosciuti a gran parte degli utilizzatori. Nuove aziende specializzate stanno fagocitando settori di mercato, attirando i clienti, con promesse interamente fondate sull’esperienza digitale, programmi a premio a consumo e specifici vantaggi, come l’eliminazione di tasse per le transazioni estere. 

Tale nuova concorrenza, per gli istituti di credito tradizionali, arriva in un momento in cui il mercato delle carte di credito aveva già registrato una forte pressione. 

Ma come tutto ciò è stato possibile? Una sola parola, tecnofinanza.

La recente crescita dello spazio delle carte di credito Fintech è dovuta, in parte, al lavoro fondamentale svolto negli ultimi anni, nel panorama della finanza digitale.

Mentre la convenienza e l’eliminazione della necessità di trasportare contanti sono fattori propriamente sociali, l’avvento massivo del web nel palmo di ogni mano, tramite smartphone, ha reso possibile siffatta trasformazione. Più Internet è diventato accessibile ad una ampia gamma di persone, maggiormente il mondo della finanza ha rinvenuto la necessità di rendere più facile e sicuro il pagamento per gli acquisti effettuati on-line, fino agli attuali sviluppi. 

Lo spazio delle carte di credito Fintech ha raccolto un’enorme clamore negli ultimi anni, con una crescita significativa in tutta Europa. I nuovi fornitori di servizi puntano, principalmente, alle startup ed alle piccole e medie imprese, offrendo iscrizione rapida, numerose carte digitali, limiti di credito più elevati per i clienti e nessuna garanzia personale, nonché una più facile integrazione con software di gestione della contabilità e della spesa. D’altro canto le imprese, compreso il potenziale inimmaginabile di attrazione della nuova clientela, hanno piacevolmente iniziato ad integrare nuovi metodi di pagamento (come il ‘buy now pay later’) nei loro processi aziendali. 

 

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Foto di Anna Nekrashevich da Pexels

I VANTAGGI DELLE CARTE FINTECH

Le carte virtuali offrono molti vantaggi unici, che non possono essere ottenuti con le carte di credito o debito standard, dei più arcaici istituti bancari. Queste soluzioni inedite, che operano nel cloud, consentono agli utenti di controllare le proprie finanze, ottimizzando le spese e proteggendo i propri risparmi.

Gli stessi vantaggi vengono rinvenuti dalle aziende, le quali, come utilizzatori, hanno accesso ad un processo integrato meno oneroso, mentre, nella veste di provider di servizi e beni, hanno la possibilità di superare le economie di scala, che le rendevano non competitive, attraverso nuovi processi. E’ sulla base di queste premesse che, quindi, molte imprese stanno, oramai, trasmigrando verso carte di origine tecnofinanziaria. 

Un piccolo accenno va, quindi, fatto ai principali vantaggi riscontrabili, ad oggi, nel mercato:

  1. Convenienza. Uno dei più ovvi, nonché importanti, assunti sulle carte fintech è che sono estremamente più convenienti dei corrispettivi fisici. In effetti sono soluzioni che consentono agli utenti di effettuare pagamenti facili e veloci attraverso i loro telefoni, senza il gravoso utilizzo di una carta fisica, la quale comporta anche il rispettivo costo di transazione. L’elemento mobile ed intuitivo delle carte virtuali rende lo shopping online più facile e conveniente per il consumatore, permettendo anche alle piccole imprese di affacciarsi nel mercato digitale, senza dover sopportare costi a dir poco proibitivi. 
  2. Protezione contro le frodi. Nonostante molti credano erroneamente il contrario, le carte fintech sono nettamente più sicure di quelle tradizionali. Entrambe sono collegate al conto di credito o debito principale, ma le carte virtuali proteggono le informazioni personali limitando l’importo condiviso, e non esponendo il patrimonio posseduto. Inoltre, i più moderni sistemi di crittografia dei dati con sequenze randomizzate, non applicabili alle carte fisiche, rendono la soluzione digitale nettamente più apprezzata ed, in una sola parola, sicura.
  3. Controlli di spesa. Le carte virtuali permettono al consumatore ed alle imprese di impostare limiti di spesa scegliendo a quali commercianti indirizzare i pagamenti durante l’uso. Per le aziende e la pubblica amministrazione, come risultante dall’ultimo report della CONSOB, ciò si sta tramutando anche in una pregnante possibilità di controllare le spese dei soggetti a cui viene messa a disposizione la carta. Una considerazione che non è da poco. Sulla base dell’appena citato report, infatti, le aziende che stanno applicando tale nuova impostazione, stanno anche registrano una media del 15% di risparmio sulle spese dei propri dipendenti. Controllo, in questa eccezione, è sinonimo di efficienza di spesa.
  4. Nuove potenzialità di vendita. Tramite una finanza completamente digitalizzata, le imprese possono gestire nuovi flussi e channel di vendita non ipotizzabili in altri contesti. Si pensi, tra tutti, ai servizi in abbonamento completamente esplosi in qualsiasi settore commerciale. Anche i consumatori, però, hanno accesso ad importanti vantaggi. Una decina di anni fa, ad esempio, cancellare un abbonamento ad un servizio editoriale era impresa ardua e snervante tra lettere, raccomandate e bollettini. Oggi basta un click.

 

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Foto di Marcus Aurelius da Pexels

 

COMPRA ADESSO – PAGA POI

Tra le nuove possibilità di vendita e fruizione di servizi, una necessita di particolare attenzione, essendo l’emblema della rivoluzione delle carte di credito e debito, in funzione digitale. Ci riferiamo ai piani di pagamento rateizzato ‘buy now – pay later’. Quest’ultimi, non sfuggirà ai lettori più attenti, sono una vera e propria moda finanziaria degli ultimi anni, al punto che, chi non li applica, finisce per essere tagliato fuori da alcuni settori di mercato (si pensi al fast fashion delle calzature o alla telefonia mobile).

Sostanzialmente il consumatore acquista un bene e servizio, anche in abbonamento, e si riserva di pagarlo nel corso del tempo, eventualmente anche sostituendolo con modelli superiori. Inutile dire che, fintanto che nel mercato erano presenti solo banche tradizionali note per il loro approccio conservatore, era impossibile ipotizzare tale modello.

Ad oggi diversamente, sulla base dei più recenti indici di spesa della zona euro, almeno un acquisto su sette è basato su tale concezione. Ed i dati sembrano essere destinati ancora a crescere. 

 

ALCUNE VALUTAZIONI FINALI

E’ indubbio che le carte digitali abbiano completamente rivoluzionato il settore finanziario. I consumatori, in primis, possono ad oggi sfruttare economicamente tutti i vantaggi un tempo, al solo appannaggio dei proprietari delle carte di credito più onerose. D’altro canto, le imprese, hanno accesso ad una rivoluzionaria concezione dei loro business. Servizi in abbonamento, vendite rateali e tutto quanto discusso, aprono ad ogni azienda, anche la più piccola, una finestra sullo sconfinato mondo del web. 

 

Foto di Burak Kebapci da Pexels