Fintech e Blockchain: come le imprese italiane possono avvantaggiarsene

Sempre più spesso, i maggiori economisti si interrogano, su come ottimizzare i processi aziendali, affinché siano maggiormente efficienti ed economicamente sostenibili.

Seppur tra una miriade di pareri discordanti, tutti sono concordi su un assunto di base. Sarà solamente la digitalizzazione, tesa alla gestione finanziaria d’impresa, ad essere in grado di garantire ecosistemi, in cui è possibile realizzare concretamente l’integrazione tra sistemi finanziari e prodotti, generando un vantaggio competitivo.

Pertanto, anche le imprese più restie al cambiamento, stanno profondamente rivedendo i modelli operazionali, al fine di allocare meglio le risorse ed attrarre, nei propri network, nuovi clienti fidelizzati, tramite strumenti finanziari.

Ad onore del vero, come meglio si esplicherà in questo articolo, la strada è delineata da anni. Si è tutti concordi, sul fatto che i concetti di Fintech e Blockchain siano, senza dubbio, il futuro, con un trend in continua crescita. Ciò nonostante, in Italia, solamente negli ultimi tempi si sta delineando quella improcrastinabile necessità al cambiamento, ampiamente rinvenibile in altri ordinamenti. D’altronde, la sempre più diffusa globalizzazione dei beni e servizi, ha indotto ad un cambiamento inevitabile il quale, congiuntamente alle ovvie incognite e problematiche, porta con sé una platea estremamente ampia di vantaggi da sfruttare.

Al fine di spiegare il perché di tale situazione, occorre quindi porre preliminarmente l’accento sui vari temi richiamati, per indicare l’enorme potenziale che si presenta ad oggi anche alle imprese nostrane.

FINTECH E BLOCKCHAIN – ALCUNI CONCETTI BASE

La tecnofinanza (in inglese Fintech) opera in maniera estremamente lineare, permettendo a qualsiasi impresa, nell’alveo della sua attività, di fornire prodotti e servizi finanziari, un tempo di esclusivo appannaggio delle sole banche, attraverso le più avanzate tecnologie digitali.

In passato in Italia, difatti, i vari operatori del settore, avevano tutto l’interesse a monopolizzare l’erogazione di servizi a carattere finanziario in mano a pochi player. Ciò avveniva mediante l’istituzione di barriere d’accesso al mercato di natura burocratica ed economica.

Da ciò derivava l’impossibilità, per qualsivoglia start-up o piccola impresa, di integrare nei propri modelli di vendita di prodotti, anche ulteriori servizi che avessero un contenuto finanziario; del pari l’accesso al credito da parte di investitori era veicolato esclusivamente tramite i canali tradizionali. Nel rispetto di tale previgente situazione, può comprendersi la portata dirompente della svolta Fintech, mediante la quale si sono sconfessati tutti i vecchi dogmi del settore.

Fintech
@rawpixel.com – www.freepik.com

 

Sotto l’egida della tecnofinanza sono ricadute, quindi, tutte quelle novità che hanno rivoluzionato le modalità di acquisto, di richiesta e gestione del denaro. Se non fosse che, gli incredibili sviluppi digitali, hanno richiesto l’adeguamento di altrettante tecnologie dedite alla sicurezza dei processi.

Ecco che quindi la blockchain, che consiste in un iter che garantisce una struttura di dati condivisa ed immutabile, ha rappresentato il perfetto volano del cambiamento, favorendo lo sviluppo di nuovi servizi ed imprese, mediante processi di ‘open innovation’. Più precisamente, quando si prende in considerazione tale processo, ci si riferisce ad un registro virtuale le cui voci sono raggruppate in blocchi concatenati in ordine cronologico, la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia. In sostanza, qualsivoglia contenuto, nel rispetto dei più alti standard di sicurezza, una volta immesso non è più alterabile senza invalidare l’intera struttura.

Meglio si comprenderà ora, come Tecnofinanza e Blockchain siano divenuti due concetti fondamentali per ogni imprenditore il quale, seppur affidandosi poi a specifiche aziende che integrino per lui tali servizi, non può non avere un’infarinata base di questi strumenti.

TECNOLOGIE CON POTENZIALI IMMENSI DA SFRUTTARE

Come accennato, grazie al connubio di queste nuove tecnologie, la competitività anche internazionale delle aziende italiane può notevolmente svilupparsi. D’altronde, è stato ampiamente dimostrato dai più recenti studi economici che, tanto più agevolmente le piccole imprese recepiscono ed impiegano le nuove tecnologie, tanto più velocemente subiscono passivamente come singole e come sistema un incremento di produttività a livello aziendale.

Ciò è facilmente spiegabile, mediante una serie potenzialmente indefinita di esempi. Si pensi alle applicazioni nelle più disparate aree funzionali, dalla gestione della catena di approvvigionamento alla privacy e sicurezza dei clienti in abbonamento, dalla vendita in e-commerce alla gestione di micro finanziamenti, dalla proprietà intellettuale alla gestione delle risorse umane. Tali applicazioni, a loro volta, si rivolgono a clienti in settori, che spaziano dall’assistenza sanitaria alla finanza, dall’energia all’istruzione, dal settore manifatturiero di fascia alta alle pubbliche amministrazioni. Più aziende si digitalizzano, maggiormente l’intero sistema eleva i suoi standard, eliminando tutte le realtà che non riescono a mantenere il passo.

Ma vi è un’ulteriore fattore da tenere in considerazione.

In Italia, la maggior parte dei progetti inerenti la tecnofinanza, si rivolgono specificamente alle start-up e piccole/medie imprese. Siffatta situazione proprio perché queste maggiormente traggono vantaggio da caratteristiche come trasparenza, tracciabilità, sicurezza, immutabilità, tempestività e possibilità di ampliare i servizi dediti alla fidelizzazione della clientela.

In una corsa all’integrazione del servizio, dove il consumatore finale viene accompagnato in tutte le sue possibili esigenze da una sola azienda, le imprese nostrane sfruttando la tecnofinanza, la decentralizzazione e la trasparenza della tecnologia, sono in grado di ridurre i costi e i tempi necessari, per soddisfare qualsivoglia nuova esigenza traspaia nel cliente, se non, addirittura, nell’anticiparla.

fintech tecnofinanza growishpay

PER IL “MADE IN ITALY”

Come detto le soluzioni inerenti l’applicazione di tecnologie blockchain offrono vantaggi visibili da sfruttare in diversi ambiti del processo aziendale, ricomprendendo anche le pratiche di marketing. A tal riguardo devono spendersi alcune considerazioni sul marchio di fabbrica del nostro paese che aggiunge valore a qualsiasi prodotto, ossia il “Made in Italy”.

Sempre più spesso, siamo abituati a sentire, non solamente nel campo dell’agroalimentare e della moda, dell’infausto fenomeno della contraffazione, delle nostre peculiarità commerciali. Orbene, il blockchain, mediante la sua totale tracciabilità del processo, conferisce dunque vantaggi in termini di marketing e sicurezza del prodotto. Permette al consumatore di accedere alle informazioni sulla produzione, nonché di verificare l’autenticità divenendo, quindi, forse l’unico strumento contro un fenomeno, che non è stato possibile eradicare in altro modo.

ORIZZONTI FUTURI

I settori nei quali, nei prossimi anni, assisteremo ad una fagocitazione di mercato da parte del Fintech basato sul Blockchain sono molteplici. Questi spaziano dalle biotecnologie all’agroalimentare, dalla finanza al campo manifatturiero, mentre i casi d’uso trasversali mirati a più settori comprendono l’amministrazione aziendale ed i servizi legali.

Nonostante la strada appare tracciata, alcune considerazioni critiche riguardano la nostra nazione. Per far sì che anche il nostro settore imprenditoriale sfrutti al massimo i vantaggi suesposti, i responsabili delle politiche pubbliche dovranno tenere conto del fatto che la diffusione è legata all’accesso delle imprese a idonee infrastrutture (per es. una connessione Internet ad alta velocità a banda larga).

Ciò che maggiormente si teme, soprattutto nei contesti provinciali, che l’immobilismo governativo ultradecennale ricada sulla competitività futura delle imprese, in termine di accesso a servizi che le permettano di essere concorrenziali.

Sebbene gli appena menzionati risvolti critici abbiano una notevole rilevanza, altrettanto vero è che, a seguito della pandemia, l’inversione di rotta è palpabile. Per questo motivo, sembra davvero giunto il momento per la totalità del nostro tessuto produttivo di sfruttare tecnologie che possono proiettare una notevole circolazione della ricchezza e creazione di posti di lavoro.

Alle aziende italiane si pone, dunque, ora, un quesito: attivarsi o meno. Ciò con la consapevolezza che perdere tale occasione si tradurrebbe in un’enorme occasione mancata, se non il rischio di futura esclusione dal mercato.

 

Foto copertina by rawpixel.com – www.freepik.com